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[Epilogo Sessione I+] La leggenda |
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Antichi racconti, tramandati nelle terre di Arthuria, parlano degli eventi accaduti in passato, prima dell'unificazione di Falagarn, quando il sommo Ghalrys altro non era che un umano, pur essendo un mago di notevole potere.
Una leggenda che, più di molte altre, gli arthuriani hanno avuto a cuore, è quella di un bambino leggendario che, nato la notte precedente all'ultimo assalto della resistenza, fu affidato alle cure della dea Mithiel e onorato del dono di una spada forgiata con il potere di Tarmant.
Più di un secolo è passato da quel momento, e poco si sa del giovane, ma la leggenda non viene affatto dimenticata. Nel cuore di molti arthuriani, ancora, c'è la speranza che il giovane cresciuto da una dea possa ritornare per liberare Taliman dalla morsa dell'impero. |
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[Prologo ed epilogo live III] Tra le nebbie del destino |
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PROLOGO Il gruppo di eroi è in viaggio verso Drahl, terra di leggende, di misteri e d'eroi. Giunta nei pressi del confine, la compagnia si trova di fronte a una scelta: passare dalla dogana o cercare ad ogni modo di evitare i controlli.
EPILOGO Tra la nebbia e le intemperie, scoperti entrando nel granducato i più immediati pericoli che lo popolano, dei viaggiatori attraversano le terre di Drahl guidati da un nuovo alleato, che valutando il loro comportamento li ha giudicati validi di ottenere quell'aiuto che in segreto è stato preparato per loro. Il vero viaggio per incontrare la leggenda comincia adesso, in una terra invasa da una fitta nebbia, abitata da strane e pericolose creature, che portano terrore agli abitanti del luogo. |
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[Epilogo Sessione II] Anche i Domini hanno un cuore... |
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Non solo esseri privi di rimorsi e guidati dalla cupidigia hanno raggiunto le terre di Taliman dal Dominio, con le migrazioni che tanto hanno cambiato le terre dell'impero. Come i nativi, anche i Domini provano sentimenti benevoli come l'amore. Un esponente di questo popolo l'ha dimostrato, mettendo a rischio tutto, anche la propria vita, per salvare la donna amata e quello che sarebbe potuto essere suo figlio dall'ira dei suoi simili.
Intanto molti soldati imperiali muoiono, come a Wismerhill e sulla strada per Kreonas, sotto i colpi di una misteriosa forza che attraversa le terre di Falagarn... |
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il GRV secondo le Lune di Raptek |
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Negli ultimi cinque anni molti cambiamenti sono stati portati alle terre imperiali, con l'arrivo delle genti del cosiddetto "Dominio", attraverso un portale. Innovazioni Tecnomagiche hanno portato un gran beneficio all'Impero, e si prospetta un futuro prospero grazie ai nuovi commerci nati dal termine della lunga guerra con le terre di Arthuria. Non tutto però è luminoso come sembra: la discesa del dio del male sulla terra, seguita da uno sterminio di tutti i neonati in cui si potrebbe essere incarnato, un regno che si isola dall'impero per il suo odio nei confronti della magia, terre che marciscono invase da gas venefici e mostri notturni... E non meno importante, l'eccessiva influenza degli abitanti del Dominio, con la loro potente e sconosciuta magia, sulle terre imperiali...
L'associazione Le Lune di Raptek porta in scena un Gioco di Ruolo dal vivo ad ambientazione originale, che si evolve nel tempo e segue le gesta dei giocatori, rispondendo ai loro successi e ai loro fallimenti. Cercando di mantenere il gioco su livelli medio/avanzati, abbiamo un regolamento semplice, immediato e fluido, che predilige il ruolo e il divertimento rispetto a regole ipperrealistiche e complicate, e che non ricorre (quasi) mai a descrizioni offgame né ha bisogno di congelare l'azione per applicare effetti magici o espedienti narrativi.
Il nostro stile di gioco, seguendo il manifesto italiano del GRV (lo trovate nell'area downloads), è di tipo Drammatista/Narrativo: predilige lo svolgimento della Storia, e quindi si muove affinché la storia sia ciò che vuole. La nostra sfida è produrre una storia che abbia senso, e che sia valida anche a livello letterario. Cerchiamo quindi di scrivere ambientazioni e plot che siano validi narrativamente e che sviluppino storie degne di essere raccontate... ma prima di tutto vissute! |
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